Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Un film di Brad Bird. Con Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Michael Nyqvist.

Questa volta l'agente Ethan Hunt (Tom Cruise) deve vedersela con il piano diabolico di Kurt Hendricks (Michael Nyqvist) capace di screditare l'agenzia: l'IMF, infatti, accusata di aver messo una bomba al Cremlino, viene scaricata dal Governo. Le speranze di sventare un complotto terroristico di catastrofiche dimensioni internazionali si giocano sul successo dell'operazione Protocollo Fantasma, in cui Ethan, ufficialmente rimosso dall'incarico e privo di copertura, si avvale dei suoi nuovi collaboratori: il sarcastico Benji Dunn (Simon Pegg), l'enigmatico William Brandt (Jeremy Renner) e la sensuale Jane Carter (Paula Patton).
Dopo le illustri regie di Brian De Palma, John Woo e J. J. Abrams(presente nel ruolo di produttore esecutivo), le redini passano a Brad Bird, vincitore di due Oscar per i film di animazione Gli Incredibili(2004) e Ratatouille (2007).
Mission: Impossible - Protocollo Fantasma non delude le aspettative sguinzagliando una spy story ad alto tasso adrenalinico. “L'action live” raggiunge un livello di tensione incendiaria: tra le scene spettacolari, c'è quella con Tom Cruise pericolosamente sospeso sul Burj Khalifa di Dubai, il grattacielo più alto del mondo. D'accordo con il regista, l'acrobatico attore ha preferito girare le scene dal vivo riducendo al minimo l'uso della computer grafica: l'emozione e la suspence toccano picchi vertiginosi.
Alla soglia dei cinquant'anni splendidamente portati, Cruise si è duramente allenato per mesi con lo scalatore Aaron Tague per affrontare l'interpretazione del personaggio senza controfigure. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio e per l'agente Hunt ogni occasione è buona per buttarsi in un'esaltante missione impossibile: allacciate le cinture!
Per oltre due ore, “Mission: Impossible – Protocollo Fantasma” lascia incollati alla poltrona col fiato sospeso, divertendo gli appassionati delle avventure di Hunt così come i giovani o meno giovani neofiti del genere, dimostrando prepotentemente che con il giusto mix d’ingredienti è davvero possibile fare di un sequel un ottimo sequel.
