Titolo: Mare al mattino
Autore: Margaret Mazzantini
Editore: Einaudi
Prezzo: 12 euro
Dopo il romanzo “Venuto al mondo” in cui Margaret Mazzantini ha raccontato gli orrori della guerra nell’ex Jugoslavia, l’autrice torna con un racconto struggente che mette al centro della sua narrazione le vicende legate all’Italia e alla Libia. Due figli, due madri. Due madri, due mondi: le due sponde di un unico mare.
Farid è un bambino libico, la sua casa è circondata dal deserto, il suo migliore amico è una gazzella che lo guarda teneramente.
In mezzo ci sono i destini di Jamila e Angelina, protagoniste del nuovo romanzo di Margaret Mazzantini, Mare al mattino.
Essi sono legati al presente e al passato della terra libica.
Una terra in cui la gente oggi passa il tempo “seduta su bidoni di benzina vuoti” e il cui panorama umano è fatto di “bambini ossuti, vecchi che succhiano radici per rinfrescarsi la bocca”, visto che ormai “non c’è lavoro. Solo bibite zuccherate e capre. Datteri da inscatolare per l’esportazione” e “molti giovani se ne vanno, raggiungono le zone petrolifere, i grandi blocchi neri. Le fiamme perenni del deserto”.
Come Jamila, la madre che spera di vedere suo figlio morire perché andarsene per prima significherebbe lasciarlo morire da solo; e come Angelina, che si è vista strappare una vita araba che prometteva l’amore.
Ci vuole scrittura scarna, poetica, per parlare di entrambi gli elementi, il mare e il deserto. Mazzantini riesce nell’impresa, in questo bel romanzo.
Si ama o si odia Margaret Mazzantini che è, senza ombra di dubbio, tra le scrittrici più lette del panorama letterario nostrano. La sua penna è intensa e, sin dalle sue prime opere, trascina rapendo il lettore senza chiedere in cambio nessuna cauzione fino all’ultima riga delle sue opere.
